Travaglio e parto: 10 suggerimenti per i papà

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Ciao papà, non è la prima volta che mi rivolgo a te. Avevamo già parlato del tuo ruolo nella nascita di vostro figlio: un ruolo e una presenza che la società ti ha negato, fino a pochi decenni fa. Oggi non sei più tenuto in disparte ed estromesso dal partecipare attivamente alla nascita della tua famiglia, ma basterà questo per trovare il tuo posto in un evento già così affollato di personaggi, come medici, ostetriche, doule e altri operatori?

Oggi hai la possibilità di prenderti uno spazio al centro, insieme alla mamma e al tuo bambino, voi siete i protagonisti di questa misteriosa e meravigliosa trasformazione del corpo, della mente e dell’anima che è la nascita. Ma come succede spesso per le donne, così anche per i papà non è semplice assumere un ruolo di rilievo al parto. Spesso la tua presenza è tollerata, ma rimane accessoria e secondaria, non fondamentale e potente come invece può essere. Mi permetto così di darti qualche suggerimento, perchè tu possa esplorare la tua generatività in sala parto. Come ti è riconosciuto un ruolo centrale nel concepimento, tu hai il diritto di continuare a mantenere quella centralità quando la vita che nasce ha le forme rotonde della tua compagna in travaglio e il portentoso slancio vitale di tuo figlio che attivamente partecipa alla sua venuta al mondo. 

Gli elementi dell’elenco qui di seguito si basano su ricerche ed evidenze scientifiche, scopri con professionisti competenti le ragioni per le quali ognuno di questi è fondamentale per una bella esperienza di parto.

  1. Il contatto fisico è la forma più diretta di amore, il primo linguaggio di un essere umano (lo capirai quando tuo figlio sarà nato), una forma di comunicazione in grado di generare calma e benessere, perchè arriva all’inconscio. Al parto bisogna parlare pochissimo e dimostrare la propria presenza con il contatto fisico. E se ti senti arrugginito, su questo aspetto, non aspettare di essere in sala parto, comincia ad allenarti con la tua compagna il prima possibile!
  2. L’amore è contagioso. Oltre alle mani, comunica l’amore con la prossimità fisica senza contatto: lei deve poter sentire il tuo odore, le tue parole dolci e il tono di voce soave. Il tuo sguardo su di lei non deve essere preoccupato ma sicuro e amorevole come quando vi siete innamorati, il tuo respiro calmo, leggero e regolare per incoraggiarla durante le onde di ossitocina. Avete concepito con amore, la natura vi ha fatti in modo da poter partorire con amore. Il tuo amore rafforza il processo di parto, attraverso l’ossitocina che viene prodotta.
  3. Anche la paura è contagiosa! La mamma in travaglio ha una sensibilità estrema ai segnali di pericolo, e ha bisogno di calma e tranquillità più di quanto ne abbia dell’epidurale. Anche una sola frase poco rispettosa, un tono di voce intriso di incertezza e ansia, sentirsi osservata, così come la presenza di una persona non familiare, possono alterare il meccanismo della nascita, inducendo la produzione di adrenalina che contrasta il lavoro dell’utero e il progresso del travaglio. Torna al punto n.2 ogni volta che riconosci nell’ambiente di parto uno stimolo ansiogeno o negativo, e dedicati agli stimoli amorevoli che puoi offrirle, in modo che si lasci andare alle forze naturali che le attraversano il corpo.
  4. Fidati di lei! La natura l’ha dotata di un istinto innato, lei sa partorire e tu non devi far altro che infonderle fiducia e calma. Ascoltala e assecondala nelle sue sensazioni ed emozioni, non sminuire quello che sente e lascia che abbia l’ultima parola sulle decisioni importanti in travaglio e parto.
  5. Il parto è come il sesso e – non ti scandalizzare – come andare di corpo: tutto quello che facilita questi, facilita anche il parto, e viceversa. Lo so, il parto è doloroso, e pensi che queste similitudini siano fuori luogo. Ma quella è solo una parte della storia, e se conosci il resto della storia capisci anche che può essere bellissimo, sicuro e potente allo stesso tempo.
  6. Regola del silenzio: non solo devi parlare poco tu, ma anche lei. Allenati a parlare per lei, sappi a menadito il vostro piano del parto e chiedi agli operatori di non rivolgersi a lei direttamente, se non necessario. La regola vale anche quando l’onda di ossitocina è finita: lei ha bisogno di capitalizzare dal riposo e dalla calma dei momenti che intercorrono fra le onde. Non è il momento di controllare il cellulare, postare o ricevere notifiche sonore, rimani con lei, mente e corpo.
  7. Proteggi il viaggio con la conoscenza: qualsiasi sia la domanda o il suggerimento di intervento da parte del personale che vi segue, se sei preparato non hai bisogno di riportare la mamma su questo Pianeta e puoi lasciare che la sua mente e il suo corpo continuino a lavorare come sanno fare in maniera istintiva. La regola del silenzio vale anche in questo caso. Informati, partecipa ai corsi preparto, leggi! Sapere è potere.
  8. Chiedere è lecito: molto spesso gli operatori sanitari non chiedono il vostro parere come invece la legge sul consenso informato prescrive. Quando ti viene “offerto” un intervento qualsiasi, chiedi all’operatore alcune domande, usando il metodo BRAIN: benefici (quali sono?), rischi (quali sono?), alternative (quali sono?), intuito (cosa ti dice il tuo intuito?), niente (cosa succede se decidiamo di aspettare un pò, di non fare niente?).
  9. Non ti sentire escluso solo perchè hai un diverso ruolo: ogni Batman ha bisogno di un perfetto Robin! Siete due super-eroi, ognuno con i propri superpoteri.
  10. Varie ed eventuali:
    1. caricabatterie per telefonino/lettore mp3 (con musica rilassante o qualche audio di hypnobirthing!)
    2. cuscino o coperta (o altri oggetti significativi per voi), con gli odori familiari di casa e vostri
    3. snack e acqua, per lei, ma anche per te (digiuno e/o idratazione tramite intravenosa non sono supportati da evidenze scientifiche)
    4. personalizza lo spazio che vi viene dato, se possibile: odori, colori, immagini/foto, suoni e sensazioni tattili familiari aiutano a creare un clima di fiducia e di benessere che rendono il travaglio più facile
    5. olio per massaggio

E ricorda di prenderti cura di te. Se arrivi stanco al parto, non potrai essere di molto aiuto. E anche se avrete un team di ostetriche, ginecologi e infermiere, avrai bisogno di tutte le tue energie. Il parto non lo fa il buon medico e la buona struttura, ma il tipo di sostegno ricevuto al parto! Se il medico e l’ostetrica si occupano del “e se succede qualcosa?”, chi si occupa del “sarà una bella esperienza“? Sei tu che la porti nello spazio, dentro la sua bolla di endorfine e ossitocina, e la proteggi mentre è lì dentro. Tu sei la sua navicella spaziale!

 

Per informazioni sui miei corsi di accompagnamento al parto con Hypnobirthing, contattami qui.

By | 2018-06-26T17:07:39+00:00 25 giugno 2018|Mondo perinatale, Percorso Nascita|0 Commenti