Sorpresa di Natale

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Che sorpresa, sotto l’albero.

Ci sono momenti nella vita in cui vorresti lasciar le emozioni correre a perdifiato, lasciarle libere dalle costrizioni del raziocinio, svincolate dalle briglie della prudenza e dal morso della circospezione. E invece temporeggi, te le tieni dentro e cerchi di controllarle.

All’inizio del percorso adottivo avevo determinato che entro la fine dell’anno 2018 saremmo stati una famiglia. Ma la fiamma di quella determinazione sembrava destinata a spegnersi, esposta al vento freddo della mia rassegnazione all’attesa indefinita e alle correnti alterne di speranza e pessimismo rispetto al sistema dell’adozione in Russia. Gli anni passati alla ricerca di realizzare il sogno di una famiglia logorano, e anche se la mia natura rimane ingenua ed emotiva, ho acquisito alcuni meccanismi di difesa. 

L’inizio di Dicembre si intrecciava alle luci natalizie per le strade, si infilava nel muschio dei presepi nelle case e nei pacchetti regalo delle vetrine dei negozi, mentre io mi preparavo ad un altro Natale in sospeso. L’amore della famiglia da sempre mi riempie e mi rende grata alla vita, ma da ormai molti anni mi sento di usare dei sentimenti in prestito, di vivere di luce riflessa, durante le festività.

Così mi preparavo ad un altro Natale passato a sognare il prossimo Natale, il Natale dell’anno zero, il primo vero Natale per noi, il primo Natale da famiglia completa.

Intendiamoci. Non mi importa affatto del Natale in sè, non sono di religione cristiana, e anche se lo fossi darei più importanza al quadro che alla cornice, all’essenza che al superficiale. Non mi interessano le abbuffate, il vino e lo spumante, i regali e i bigliettini di auguri tutti uguali. Odio persino la carta regalo, ci metti tre ore a impacchettare e in due secondi finisce nel cestino. Da molti anni sono un pò il Grinch, quando si tratta di feste e celebrazioni varie.

Però amo fare dei biglietti personalizzati, quando sono ispirata. Amo i regali scelti con cuore per le persone che amo, il cibo dell’anima e il tempo passato insieme. Anche per me che non lo amo particolarmente, il Natale è magico. La magia sta nelle persone che sono fortunata ad avere intorno, spesso vicini nel cuore ma lontani nello spazio. La magia del Natale siamo noi, esseri umani.

Faccio parte di coloro che si ricordano di chi c’era e non c’è più, e ancora aspettano qualcuno che non c’è, e che sanno che non arriverà con la stessa certezza con la quale sanno che al pranzo di Natale il nonno si addormenterà sul divano prima che venga servito il caffè. Per loro, per me, il Natale è un pò più difficile.

Non volevo arrendermi alla sincope del Natale incompleto, anzi, volevo lottare per il mio Natale. Così ho abbandonato il mini albero da 30 centimetri che ci ha accompagnato negli anni vissuti in Medio Oriente con due gatti selvaggi la cui presenza rendeva qualsiasi decorazione un’impresa destinata a fallire. E mi sono decisa a comprare un albero grande, con tante luci e palline colorate.

Ed è stato proprio mentre stavo montando l’albero di Natale che è arrivato il messaggio che cambia la vita. C’è un bambino che ci aspetta, siamo stati scelti come genitori per lui e presto lo conosceremo.

Ecco, io questo volevo dirlo a tutti, subito -giusto il tempo per realizzarlo io stessa-: il fatidico giorno è arrivato! Il primo incontro con lui è dietro l’angolo! Non lo devo più sognare, come ho fatto qui, ma lo posso agognare e temere allo stesso tempo, come le grandi cose della vita.

Eppure la mia parte razionale e controllata mi ha trattenuta. Questo è l’inizio – mi diceva – ci sono ancora tante tappe, tante cose possono succedere, troppe persone e meccanismi e burocrazia sono coinvolti nel diventare famiglia di cuore. Sarebbe meglio pazientare, non condividere, hai visto cos’è successo l’anno scorso? (ne ho parlato qui)

Io però non sono quella che prende tempo, che aspetta certezze che non esistono. Non sono prudente. Ho paura, sono confusa e incredula, a tratti terrorizzata. E soprattutto non sono saggia, quando sono felice. Voglio farvi partecipi di questo bel regalo ricevuto, della nostra gioia per l’inizio di un viaggio che ci porterà a diventare una famiglia.

Questo è un altro Natale in attesa, siamo lontani dai nostri cari, in un paese che non celebra Natale il 25 di Dicembre e oggi mio marito lavora. Ma…che Natale è questo! Il migliore degli ultimi 8 anni. Decisamente il migliore.

By | 2018-12-26T10:29:28+00:00 26 dicembre 2018|Adozione|0 Commenti