Il puzzle incompleto

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Caro figlio, cara figlia, si dice che esista un filo rosso che unisce le persone destinate ad incontrarsi ed amarsi. Mi piace pensare che non sia solo l’amore fra un uomo ed una donna ad essere predestinato, ma anche quello fra genitori e figli. Questa immagine di noi uniti da questo legame invisibile veste di poesia la cruda e innaturale realtà dell’attesa del nostro primo incontro.

Sono già passati quasi due anni da quando abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’adozione. Nel mio cuore c’è già uno spazio per te. Solo che a volte mi sembra che questo non basti. Voglio che a ciò che sento dentro di me corrisponda qualcosa di concreto da toccare, sentire, vedere e annusare. Ho bisogno di lasciare che le idee, le immagini e le emozioni prendano forma. E’ la natura dell’amore, fatto di mente e corpo, di anima e sangue.

Non ci sono le due lineette rosa del test di gravidanza, le nausee o le ecografie, ma c’è altro. C’è un diario di viaggio, un porta foto con un cuore rosso nella tua stanza, un raccoglitore con tutti i documenti dell’adozione, alcuni giocattoli e libri. 

Fra le tue cose c’è anche una luce per la notte a forma di coniglietto e alcuni animali di feltro: una giraffa, un orso, un gatto. Ci sono anche libri sull’adozione, fiabe russe, e anche la storia della scimmietta con la coda a pallina, che incoraggia ad accettarsi e a coltivare i propri talenti. Custodisco per te alcuni giochi: sono cose semplici, da bambino in età prescolare. Fra questi c’è anche un puzzle.

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E’ un puzzle incompleto, gli manca un pezzo. Non l’ho perso, semplicemente non c’è mai stato. L’amica che me l’ha dato non sapeva di darmi un gioco difettoso. L’aveva messo tra le cose di cui intendeva sbarazzarsi, e io fra tutte ho scelto proprio quel puzzle incompleto, col pezzo mancante. Che strana cosa. 

Arrivata a casa, mi sono messa a fare il puzzle, immaginando il giorno in cui lo avremmo ricomposto insieme. Quando mi sono accorta che mi sarebbe stato impossibile completarlo, ho cominciato a pensare al senso di ricevere in regalo un puzzle incompleto. Perchè proprio a me è capitato?

Ho pensato di buttarlo, ma mi sono trattenuta. Quel puzzle incompleto mi faceva quasi tenerezza, perchè gettare via qualcosa solo perchè non è perfetta? Ho pensato di essere stata sfortunata, mi sono anche arrabbiata, poi invece ho realizzato che questo è il puzzle perfetto per noi.

 

Mi sento spesso un puzzle incompleto, un tutto a cui manca una parte, e immagino che anche tu sarai un pò come me. Mi trovo a fantasticare del giorno in cui ragioneremo insieme sul senso che possiamo dare a questo puzzle piuttosto originale.

Il puzzle incompleto è quando tutto nella tua vita funziona ma niente torna. Quando hai ciò che ti serve ma non ciò di cui hai bisogno. E però hai comunque un valore, un senso anche così, riesci a resistere al vuoto e al dolore delle parti che mancano o che ti vengono sottratte. Potresti sopravvivere anche così, perchè sei programmato per farlo.

Quel pezzo mancante rappresenta però uno spazio di te che deve essere riempito con amore incondizionato, considerazione, carezze come se piovesse e rispetto. Ti prometto che troveremo il nostro modo di riempire quel vuoto che fa parte di noi: potremo assemblare il puzzle, i pezzi che ci sono già, e al posto di ciò che manca decidere di mettere il nostro pezzo del puzzle. Sarà la nostra creatività, il nostro spirito di immaginazione a guidarci, sceglieremo i colori, il materiale, lo stile e la decorazione che preferiamo e riempiremo quello spazio vuoto.

Sarà la nostra più bella creazione, perchè la faremo insieme. Non sarai più solo a cercare di tenere insieme i pezzi.

Quel pezzo mancante forse non lo ritroveremo mai, ma ci proveremo, se tu lo vorrai. Il pezzo del puzzle che avremo creato insieme rappresenterà la nostra vittoria sulle cose brutte, la nostra determinazione di fare di una mancanza una pienezza. 

E forse scopriremo che quel pezzo mancava perchè potessimo incontrarci. Perchè siamo l’uno il pezzo mancante dell’altro.

By | 2018-07-19T12:18:02+00:00 24 novembre 2017|Adozione|12 Comments