Questo post è stato scritto dopo l’incontro col Giudice del Tribunale dei minori, seconda tappa del nostro percorso adottivo.

C’è un cuore rosso in quella stanza.

Un cuore rosso su uno sfondo azzurro come il mare. Tutto intorno le foto di me e di tuo padre. Lui che fa immersione, lui su un aereo acrobatico, io con un pitone intorno al collo, noi e i nostri viaggi, e le nostre motociclette, noi nel giorno del nostro matrimonio. C’è la nostra vita intorno. Manchi solo tu. Un giorno metteremo al posto del cuore la nostra foto di famiglia.

percorso adottivo

C’è un cuore rosso in quella stanza. E’ la tua stanza.

Ma è anche un pò nostra. E’ la stanza del computer di tuo padre, dei suoi balocchi e dei nostri documenti. Non abbiamo voluto lasciarla vuota, abbiamo voluto viverla. E allo stesso tempo c’è una parte di quella stanza che è solo tua, che io continuo a risistemare e a sottrarre al disordine, perchè continui ad essere solo tua. All’inizio mi sembrava presto per riservarti una stanza, forse anche un pò stupido e ridicolo, non sapendo nè se nè quando ti avremmo incontrato. Ancora non so nemmeno quanti anni hai, se sei un maschietto oppure una femminuccia, oppure se hai dei fratellini. Però voglio che lo spazio che nel mio cuore si sta formando per te, trovi una sua collocazione nella nostra casa. Nella tua stanza.

C’è un cuore rosso in quella stanza. E’ il tuo cuore.

Non so dove sei ora, cosa stai vivendo e con chi, ma credo che tu abbia un cuore forte, resistente e paziente quanto se non più del nostro. Quel cuore rosso sopra il letto è il tuo cuore. Mi ricorda che tu ci sei, e che da qualche parte nel mondo stai affrontando qualcosa di difficile, di incomprensibile e di ingiusto. Quel cuore rosso sopra il letto mi ricorda che per quanto ci sembri lunga e impervia la nostra vita in attesa di incontrarti, non lo sarà mai quanto quella che stai vivendo tu in questo momento. 

C’è un cuore rosso in quella stanza. E’ il nostro cuore.

Ti cerchiamo da molto tempo. Con tanto desiderio e gioia ci siamo incamminati in questo viaggio verso di te, e già diversi luoghi abbiamo visitato, incontrato tante persone. Qualche tempo fa il mio cuore ha cominciato a fare qualche scherzetto, sai. L’ho sentito stanco, un pò arrabbiato, forse ha perso la pazienza e la fiducia che tu ci sei e ci stai aspettando. Per un momento ho pensato che il nostro percorso per incontrarti si sarebbe dovuto interrompere. Ho creduto che le persone che ci accompagnano su questa strada ci avrebbero consigliato di fermarci, vedendoci in difficoltà, poco preparati per l’impegno che il viaggio comporta.

Però, vedi, io e tuo padre ci siamo detti che non potevamo arrenderci, che dovevamo lottare con tutte le forze per te, per noi, e così abbiamo convinto i nostri compagni di viaggio a lasciarci continuare. Credo che abbiano capito, che ci abbiano visti uniti e pieni di volontà, di voglia di amare. Hanno capito che abbiamo chiara la nostra meta, che abbiamo avuto diversi anni e tante occasioni per allenarci alla pazienza, alla calma e alla resistenza. Così siamo ripartiti per il nostro viaggio, non siamo soli, ci sono tante persone con noi. Ci sostengono, ci incoraggiano a continuare, e a volte ci spronano a rimanere attenti al percorso, che è insidioso e richiede tutta la nostra concentrazione. Pensiamo a te ogni giorno, e questo ci aiuta ad andare avanti con il sorriso, affrontando tutte le prove e accettando tutte le lezioni di umiltà a cui la vita deciderà di sottoporci. 

C’è un cuore rosso in quella stanza. E’ una stanza del mio cuore.

 

P.S. In attesa del decreto di idoneità, e dopo un bel colloquio col Giudice e la lettura della relazione di coppia, mi sento rivitalizzata e fiduciosa nel percorso adottivo.