Partorire è questione di intimità

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Come dico sempre, partorire non è un atto meccanico del corpo, ma un processo naturale che coinvolge mente, corpo e spirito. Esso funziona al meglio quando alcuni bisogni di base siano soddisfatti, come sentirsi al sicuro, in intimità, senza inibizioni e amati. Proprio come in un rapporto sessuale.

Cosa c’entra il sesso con partorire un bambino? Il primo avviene in luoghi appartati ed intimi, il secondo di solito all’ospedale, in stanze illuminate come stadi olimpici, il corpo della donna esposto e disposto da estranei. Uno è solitamente piacevole, mentre l’altro è apprezzato perchè conduce ad avere un frugoletto tra le braccia ma è raramente considerato piacevole in sé e per sé. Uno è naturale e spontaneo, l’altro considerato pericoloso e ansiogeno.

Eppure sono molto simili. Non foss’altro che gli ormoni che si sprigionano in queste due attività umane sono gli stessi. Gli ormoni in travaglio, così come nell’attività sessuale, costituiscono un cocktail, del quale ossitocina ed endorfine sono le componenti più importanti. Per conoscere cosa succede durante il travaglio e il parto, bisogna conoscere questi ormoni.

L’ossitocina è spesso definita come “l’ormone dell’amore”, perchè viene secreta nelle situazioni di intimità e familiarità fisica e psichica.

Non solo il sesso, ma anche abbracci, carezze, baci e persino frasi dolci possono, in misura maggiore o minore, far andare in circolo nel tuo corpo ossitocina. Oltre che nell’orgasmo, l’ossitocina è coinvolta nella produzione di latte materno, favorisce il legame di attaccamento verso il neonato ed in generale regola l’affettività umana.  

Forse ti chiedi com’è che l’ormone dell’amore è anche responsabile delle contrazioni del travaglio, che istintivamente certo non richiamano alla mente immagini di tranquillità e piacere.

La stessa contrazione che produce un orgasmo, durante il travaglio favorisce l’apertura della cervice uterina. Si tratta di una differenza di intensità di stimolazione. L’ossitocina causa la contrazione dell’utero, che stimola la produzione di prostaglandine, che a loro volta aumentano l’intensità, la frequenza e la durata delle contrazioni, incrementando ulteriormente il rilascio di ossitocina. Il tutto continua ritmicamente, con una progressione di onde ormonali sempre più lunghe, frequenti ed intense, fino alla nascita. 

Oltre quello dell’ossitocina, non va dimenticato il ruolo delle endorfine, letteralmente “morfine endogene”. Quando la concentrazione di ossitocina sale, il cervello invia l’ordine di produrre le endorfine, che grazie al loro effetto analgesico e sedativo determinano un aumento della tolleranza al dolore e un alterato stato di coscienza, esattamente come fanno cocaina o morfina. 

Nonostante le indubbie differenze che sussistono fra sesso e parto, esistono anche numerose similitudini.

Semplicemente, in intimità concepisci, in intimità partorisci.

C’è anche un’altra attività che è accomunata da questa necessità di intimità, relax e comfort…Guarda questo video e capirai…Potresti farlo in queste condizioni? E ancora, avresti mai un rapporto, o meglio, un orgasmo, in un ambiente luminoso, asettico, sotto i riflettori e con un’audience di diverse persone che ti osserva e ti dice cosa devi fare? 

Purtroppo è raro assistere a parti in cui la fisiologia e i bisogni di base di una donna in travaglio siano rispettati, con pazienza, calma e comportamenti di cura gentili e orientati alla persona più che alla routine ospedaliera.

Consigli pratici per chi vuole preparare un parto dolce e rispettato

La regola generale è:

tutto quello che favorisce il senso di intimità, favorisce il buon prosieguo del travaglio, tutto ciò che non lo favorisce, lo contrasta.

A corollario di questo principio generale, c’è la dinamica stress vs. calma:

  • Il principale nemico dell’ossitocina è l’adrenalina (leggi qui un articolo a questo proposito)
  • Tutto ciò che favorisce la calma, favorisce il travaglio.

A seguire alcuni suggerimenti pratici per massimizzare l’effetto degli ormoni buoni e minimizzare quello dell’adrenalina, divisi per categorie.

  1. Ambiente
    • I mammiferi scelgono per partorire luoghi nascosti, sicuri e caldi, spesso anche bui. Se disturbati, interrompono il travaglio fino a che non si sentano al sicuro. Lo stesso fenomeno è documentato per gli esseri umani.
      • Così il travaglio di una donna procede meglio se l’ambiente è familiare e confortevole, meglio se la luce è soffusa o addirittura se la stanza è buia (la melatonina aiuta il cocktail di ormoni e il progresso del travaglio).
    • Scegli con cura l’ambiente dove partorirai il tuo bambino.
    • Stai a casa il più possibile, non è necessario andare all’ospedale alle prime contrazioni, in tal modo riduci la possibilità che il travaglio rallenti o si fermi, rischiando di essere rimandata a casa o di vederti indotta quando non sarebbe necessario.
  2. Persone
    • Meglio pochefamiliari; meglio persone di cui ti fidi
    • A volte il travaglio rallenta appena una nuova ostetrica o persino una persona di famiglia con la quale la donna non si sente a proprio agio, entra nella stanza. Ina May Gaskin, nel suo libro “La Gioia del Parto” (2003) riferisce di essere stata testimone di questo tipo di interferenza diverse volte nella sua quarantennale esperienza come ostetrica, arrivando a sostenere che il corpo della donna “si apre e si chiude”, influenzato dall’ambiente e dalle persone presenti nel luogo del parto. 
  3. Silenzio
    • parlare induce l’attivazione della corteccia cerebrale, importante nelle funzioni logiche e razionali, ma di ostacolo alle funzioni ormonali, che invece dipendono dalle strutture cerebrali subcorticali, “antiche” per così dire. Meno si parla, meglio è.
    • Il silenzio aiuta la donna a trovare un suo ritmo, il suo modo di gestire le contrazioni;
    • L’intervallo fra contrazioni è un momento di relax, altrettanto importante: non è il momento di interrompere il silenzio, ma di lasciare che la mamma riposi.
  4. Fiducia
    • Anche se la coppia ha frequentato un corso preparto, l’intensità e la forza del processo di nascita possono minare la fiducia nelle proprie capacità e aumentare la paura che ci sia qualcosa che non va.
      • la lunghezza del travaglio, di per sè, non è problematica e non dovrebbe essere presentata come tale, in assenza di evidenze che suggeriscano diversamente, e a meno che il travaglio sia indotto o in analgesia, in tal caso la questione è diversa.
    • Il team di supporto è fondamentale (soprattutto il partner), e ti può fornire sostegno psicologico ed emotivo, soprattutto se preparato.
  5. Contatto fisico ed emotivo
    • Massaggi, carezze, baci, frasi incoraggianti sussurrate all’orecchio, abbracci, e la stimolazione dei capezzoli aiutano la produzione di ossitocina, favorendo il progresso del travaglio.
    • Evitare manipolazioni fredde ed impersonali. La donna che partorisce si trova in una condizione di estrema sensibilità alle minime variazioni dell’ambiente.
    • Alcune donne non amano essere toccate, questo non vuol dire che non debbano ricevere contatto emotivo e cura. Ci sono tanti modi per farlo: guardare la mamma negli occhi durante le onde di ossitocina, offrire cibo o acqua, sostegno per andare in bagno o cambiare posizione.
  6. Personalizzare il luogo del parto
    • Cd musicali, foto (anche le ecografie possono andare bene come incoraggiamento, oppure paesaggi, immagini importanti per la donna, etc.), cibo e bevande portate da casa, cuscini o copertine, ci sono tanti oggetti che sono più importanti del primo completino del neonato.
    • Questi elementi servono per “ancorarti”. Hai bisogno di oggetti concreti, elementi emotivi che tu scegli e ai quali ti leghi fin dalla gravidanza, e che riutilizzi per ricordarti, che ne so, di quella cosa che facevi a yoga e che ti rilassava, di quella frase positiva sentita dire dalla tua mamma o semplicemente per fissare i tuoi occhi e concentrarti su qualcosa di significativo, mentre lasci che il tuo corpo faccia ciò che sa fare.
    • Tanti sono i modi per “sentirsi a casa” anche quando non lo si è, trova il tuo. Sei in ospedale e pensi che ballare la salsa col tuo partner tra una contrazione e l’altra potrebbe aiutare a rilassarti…Perché non lo fai? Non sei prigioniera, e non sei nemmeno una paziente, sei una donna che partorisce, e questo dovrebbe essere il tuo momento, stai per incontrare tuo figlio e ti devi sentire una Dea, libera e istintiva! (qui sotto una donna che fa esattamente questo…balla nel corridoio di un ospedale, fra una contrazione e l’altra!)

Approfondimenti:

15 fatti affascinanti sull’ormone dell’amore (in inglese) 

Cosa fa per noi l’ossitocina e come stimolarne la produzione  – dal sito Pianeta Mamma

By | 2018-06-17T11:17:41+00:00 22 gennaio 2016|Percorso Nascita, Psicologia|2 Comments