Il papà e la navicella spaziale

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Superare schemi stereotipati e modelli ideali di ruoli sessuali e genitoriali, nonostante tutte le lotte fatte in tal senso, rimane una cosa difficile. Papà, chi sei? Quale ruolo hai in gravidanza e al parto? Ti senti libero di avvicinarti alla genitorialità come più ti pare? 

La tradizione culturale ti considera (ancora) ignorante, disinteressato e poco equipaggiato per sostenere la tua donna in gravidanza e al parto. In base ad una presunta “mancanza naturale” senza alcuna evidenza scientifica, si è stata giustificata la tua assenza al parto e nel lavoro di cura. Si sono anche fissati comportamenti appropriati per genere sessuale, al punto di etichettarti come “mammo” se per caso ti prodighi in compiti tradizionalmente femminili.

In realtà, è stato scientificamente confermato che i papà abbiano la capacità e anche la dotazione biologica, emotiva e psicologica per vivere pienamente e con soddisfazione il viaggio verso la genitorialità. A livello ormonale, anche il papà si prepara ad accogliere il figlio, con un aumento della produzione di ossitocina fin dagli ultimi mesi di gravidanza e con un picco di prolattina durante il puerperio: si tratta di caratteri adattivi, che riducono l’aggressività e favoriscono il comportamento di accudimento in una specie come la nostra, i cui piccoli hanno bisogno di cure parentali continue ed intense per sopravvivere e sviluppare al massimo il loro potenziale intellettivo, emotivo e fisico. 

Non basta però che oggi i padri entrino in sala parto, come forse i nostri nonni e padri non hanno fatto, per dire che sono coinvolti nel loro ruolo di padre e di compagno. Non sei un “nuovo padre”, finchè, oltre alla tua localizzazione fisica (in sala parto, invece che fuori) ti sia data facoltà di essere anche al centro affettivo ed emotivo del percorso verso la genitorialità. 

ruolo del padre al parto

Sarebbe sbagliato, poi, usare lo stereotipo femminile come punto di riferimento ideale: il papà ha modi diversi di usare i sensi, le emozioni, di gestire la realtà e di esprimere l’affettività, le quali peculiarità devono essere rispettate e lasciate esprimere nei loro ritmi e modalità, anche al parto. Papà, ora puoi andare in sala parto, a fare i corsi preparto, puoi cambiare i pannolini e imboccare tuo figlio. Papà, non sei meno competente della mamma, non dal punto di vista fisiologico, almeno. 

Come per noi donne, però, potrebbe esserti difficile ascoltare il tuo istinto, trovare la tua strada, il tuo modo di essere padre. Per questo vorrei parlare proprio a te.

Caro papà, che ti avvicini alla nascita di tuo figlio, e alla tua nascita come genitore, non me ne volere se ti paragono ad un mezzo di trasporto. Non ti voglio sminuire, anzi. Ti voglio consapevole della tua importanza. Nella società moderna il mezzo di trasporto è la nostra casa mobile, il luogo che ci contiene mentre andiamo per il mondo, dove siamo noi stessi anche a chilometri da casa. Ecco, secondo me in questo viaggio verso la nascita di tuo figlio sei un mezzo di trasporto affascinante e speciale: tu sei la navicella spaziale. Vorrei che usassi questa immagine, per prepararti ad essere padre.

La mamma viaggia con te e dentro di te, nel conforto e nella sicurezza che tu ci sei e sai proteggerla. Fidati della mamma, lei è il pilota. Lascia che scelga il percorso, la traiettoria del viaggio e che inviti chi vuole, a bordo con voi. Lei identifica e sceglie i membri dell’equipaggio (o team del parto), tu la aiuti a decidere il piano di volo (o piano del parto).

La Natura ti rende protettivo, ma anche lei sa proteggere, se stessa e il vostro bambino. E’ proprio nata per farlo, ha instaurato una comunicazione neuro-endocrina con il vostro piccolo che la rende adatta a questo compito. 

Come un perfetto programma computerizzato, occupati di conoscere bene gli ostacoli sul vostro percorso, sciami di meteore, detriti spaziali, punti di ristoro orbitanti e officine spaziali dove suggerire un cambio d’olio e la sostituzione delle valvole bruciate: lei non avrà tempo per questo, e avrà bisogno di tutte le sue energie per godersi il viaggio nello Spazio.

Tu potresti intervenire nelle comunicazioni con lo staff di bordo, dando loro informazioni sul vostro piano di volo. Se durante il viaggio si necessitassero dei cambi di rotta e deviazioni dell’ultimo momento, tu e lei insieme deciderete cosa fare. Tu e lei, la navicella spaziale e il pilota al comando.

Del resto, lei il viaggio lo sa fare. Ma sappi anche questo, caro papà: la tua fiducia in lei, nella sua capacità naturale di dare alla luce, è fondamentale perchè lei creda in se stessa e nel vostro bambino.

So che hai bisogno di più che immagini e nebulose metafore, dunque per approfondire ho preparato un elenco di cose pratiche di cui ti puoi occupare al parto: leggi qui

Per informazioni sui miei corsi di accompagnamento alla nascita con hypnobirthing, contattami.

[to be continued]
By | 2018-06-26T17:32:01+00:00 11 dicembre 2016|Percorso Nascita, Psicologia|0 Commenti