Oggi mangio sushi [PMA #4]

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Per annunciare che la mia gravidanza era terminata, quest’estate, ho mandato un messaggio che iniziava più o meno così: “La buona notizia è che da oggi posso mangiare sushi e farmi un vodka lemon…”

Ah! La meraviglia della comunicazione tecnologica! Ti dà sempre il tempo di prepararti con cura gli ingressi e anche le uscite di scena. E di aspettare che la tua vena di ironia riemerga dalla melma della vita e dopo fiumi di lacrime.

Avevo detto nel mio ultimo post  che avrei aspettato l’esatto giorno indicatomi dalla clinica per fare il test di gravidanza beta hcg, solo che Mr. Introverso ieri ha avuto un piccolo incidente domestico che ci ha portato in ospedale. E a quel punto mi sono detta “bene, è un segno, lo farò subito il test”.

Verso sera siamo usciti con degli amici, mangiato deliziosamente bene in un ristorante nuovo nel centro di Mosca.

Mi avevano detto che le analisi sarebbero state pronte per il giorno successivo, quindi pensavo di rilassarmi, farmi una bella dormita e vedere come sarebbe andata questa domenica. Oggi.

E invece al rientro dalla serata ho trovato la mail…

Risultato negativo.

Te lo sentivi, eh?! Magra consolazione: ok, questa volta avevi capito tutto, non ti eri nemmeno affezionata agli embrioni congelati che in modo poco originale avevate soprannominato “i pinguini”.

Non ci hai pensato ai pinguini nel tuo ventre, non ci hai parlato, questa volta. Hai vissuto queste due settimane un pò come in una sorta di torpore emotivo, cercando di concentrarti su altro e di tenerti occupata. Non hai smesso di sperare e di essere positiva, questo no, però eri diversa…

Chissà forse è colpa tua se non sono voluti rimanere. Li hai abbandonati a loro stessi. E via di senso di colpa e autosvalutazione.

Pensieri senza senso, lo so, ma tant’è, li ho lasciati scorrere, insieme a sensazioni corporee e immagini oniriche informi in un flusso di coscienza che mi ha sfinito, facendomi passare una notte tra sogno e delirio.

Ho sognato di trovarmi in posto buio, raggomitolata sulla terra nuda e umida di erba, in quello che mi sembrava un parco cittadino.

Ero intontita, come drogata, non riuscivo ad aprire gli occhi per vedere dove mi trovassi, ma potevo percepire vicino a me ragazzotti confabulare e a turno venire a controllare se fossi sempre in stato di semi incoscienza. Forse mi avevano rapito.

Cercavo di muovermi, ma trovavo il peso del mio corpo insostenibile. Mi sentivo in pericolo, sola, dolorante e senza via di uscita. Mi dicevo “forza, alzati, vai via di qua, subito!“, con il solo risultato di riuscire a trascinarmi verso la luce tiepida di un lampione offuscato dalla nebbia.

Poi d’improvviso mi sono svegliata e ho ricordato.

Il mio risultato negativo.

Che smacco, e ora che si fa?

Come farà la blogger della vita fertile, la donna dall’araba fenice tatuata sul braccio a riemergere dalle proprie ceneri?

Ora si soffre, si attraversano tutte le fasi della perdita e ci si concede di piangere. Di onorare la speranza, il coraggio, la perseveranza e l’ottimismo che mi hanno condotto sin qui. Di onorare i bellissimi embrioni che non diventeranno bellissimi bimbi.

Una delle cose che mi ha aiutato a passare la notte è la consapevolezza che non sono sola, che quello che provo è quello che provano molte donne. 

Non c’è ancora una decisione chiara, ma prenderà consistenza mano a mano che metabolizzeremo l’accaduto e prepareremo le nostre mosse per il futuro. Credo però che la strada dell’eterologa si chiuda qui. 

By | 2018-06-28T15:22:40+00:00 25 ottobre 2015|La mia PMA|12 Comments