Non ti ho dimenticata

Home | Infertilità e Adozione | La mia PMA | Non ti ho dimenticata

Non possiamo negare la ciclicità della vita. Ogni giorno è una rinascita, ogni minuto qualcosa di noi si rigenera, si riforma, prende consistenza e vita. E lo fa perchè qualcosa muore, innescando un nuovo ciclo vitale.

Centinaia di migliaia di cellule cessano la loro funzione, vengono riassorbite o perse dal nostro corpo per sempre, mentre altre, nuove e vigorose, vedono l’alba della vita, freneticamente affamate di esistere.

Il Maggio dell’anno scorso ha rappresentato la mia rinascita. Prima di allora non avevo mai provato la sensazione di essere una persona nuova, e soprattutto mai mi ero sentita meravigliosamente perfetta. Prima di allora ero la solita me.

Ma a Maggio ho scoperto di essere incinta. E per la prima volta in vita mia ho pianto letteralmente di gioia. Non mi era mai successo.

O meglio, nel corso della vita mi sono sempre espressa moltissimo con il pianto. In adolescenza era una delle mie attività preferite, si potrebbe dire. Il più delle volte versavo lacrime di tristezza, di delusione o di rabbia verso una me stessa che non accettavo e di cui non capivo il senso. Mi commuovo per un film d’amore, la vista di un gattino randagio e affamato per strada può farmi scendere una lacrima di tenerezza, come anche quella di un bambino che piange. Mai però avevo pianto, singhiozzato e riso, ed esultato e poi pianto ancora. Mai alla vista di un pezzo di carta. Nemmeno l’ottenimento della Laurea, o del Dottorato, mi avevano fatto quell’effetto. Nemmeno il matrimonio, che avevo tanto desiderato e di cui tanto avevo gioito.

Ma sapere che ero mamma…quella sì che è stata un’emozione da mille e una notte. Quel pezzo di carta con quel numero avevano fatto la magia. Che strano, ripensandoci ora. Gioia per un numero, gioia pura e incontenibile per il risultato di un semplice esame del sangue.

Mille emozioni in un singolo istante, un nodo alla gola che si scioglie, e la confusione mista all’incredulità delle migliaia di giorni passati ad aspettare proprio quel momento, che pensavo non sarebbe mai arrivato.

Quel numero su quel foglio che diventa la poesia più bella, la dichiarazione d’amore più appassionata, la vittoria sul filo di lana, il tuo primo passo sulla Luna. Un’emozione così grande che il tuo corpo non la può contenere, allora devi gridare, agitarti, spalancare i polmoni e respirare come se lo facessi per la prima volta, con la mente in subbuglio e le membra tremanti.

E mentre le lacrime scendevano copiose mi toccavo teneramente il ventre. Non sapevo cosa sarebbe successo nel futuro, ma sentivo di voler mandare un messaggio di accoglimento, di amore e di accettazione di qualunque cosa sarebbe arrivata da quel momento in poi, consapevole che la creatura che aveva me come involucro esterno, come sua armatura di protezione poteva stare tranquilla. L’avrei protetta e allo stesso tempo avrei lasciato che mi proteggesse e che mi indicasse la via in quel viaggio che potevo finalmente chiamare col suo nome: gravidanza.

Maggio sarà per sempre un mese di bei ricordi. Per alcune settimane a seguire rimasi aggrappata alla vita che cresceva dentro me. Il viaggio non è poi andato come avevo sperato e sognato, ma Maggio è il mese della mia rivincita, è il mese della mia più grande felicità. E non me lo voglio dimenticare.

Spetta a me decidere se voglio celebrare la vita, oppure la morte. Entrambe sono parte del ciclo naturale di tutte le cose dell’Universo, la vita non esiste se non limitatamente alla morte, e la morte dà senso alla vita, che senza di lei non verrebbe apprezzata nè celebrata come merita.

Voglio che tu sappia, amore mio, che non ti ho dimenticata. So che ci sei. E so che ti rivedrò. Vedrai che prima o poi ci incontreremo. Grazie per esserti rivelata. Grazie per avermi reso nuova, e viva come mai avevo saputo esserlo.

La tua mamma.

By | 2018-06-12T21:10:54+00:00 23 maggio 2016|La mia PMA|4 Comments