Mindfulness: assaporare la vita con l’uva passa

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Una delle mie ricette di vita fertile si chiama mindfulness. Mi ci sono affezionata grazie ad uno strano esercizio: l’esercizio dell’uva passa.

Ma partiamo dall’inizio. Non mi è mai piaciuta la mindfulness. Mi chiedevo perchè avrei dovuto praticare una tecnica di meditazione che si traduce nella mia lingua con una lunga perifrasi come porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente, momento dopo momento. 

Mi piaceva però l’idea di imparare ad essere consapevole di ciò che mi succede, nel momento in cui mi succede, senza giudicare. Nessuna idea di cosa volesse dire, ma mi affascinava la cosa. Avevo la sensazione di poterla capire in maniera intellettuale, senza farmene veramente coinvolgere. Anche perchè mi sembrava palese che a me non servisse. Fu così, con arroganza e pregiudizio, che andai al mio primo corso di mindfulness.

Al primo giorno di corso ci chiesero: “Avete mai avuto la sensazione di non ricordarvi come siete arrivati a casa? Cioè, sapete che siete saliti in macchina, acceso il motore e guidato verso casa, ma non avete memoria di tutte queste azioni, sapete solo di averle fatte?” Tutti annuirono. Ognuno di noi aveva memoria di aver vissuto questa esperienza prima di allora.

Ci spiegarono che questo capita perchè non viviamo nel presente, ma nella rielaborazione del passato o nella preparazione ansiosa del futuro. Viviamo in maniera automatica.

Lasci che schemi motori abitudinari dirigano il tuo comportamento, mentre pensi a tutt’altro; di fatto sei in un altro posto, in una dimensione spazio-temporale diversa.

Niente di male, se non fosse che il presente si restringe per via del tempo e delle energie che spendi a rimuginare sul passato e a pensare al futuro, viaggiando con il pilota automatico. Questo stato di cose ti impedisce di cambiare e di crescere, perchè è il presente in fondo l’unica dimensione che possedi e che puoi vivere pienamente.

Il primo esercizio per esplorare la presenza mentale fu sbalorditivo. Ci diedero un chicco di uvetta passa, e ci dissero che avremmo mangiato l’uvetta con consapevolezza. Clicca qui per le istruzioni dell’esercizio. Venimmo guidati ad esplorare con tutti 5 i sensi il chicco di uva passa. Dopo lunghi e lenti minuti di sperimentazione coi sensi, mettemmo l’uvetta sulle labbra, lentamente la portammo in bocca, e facendo attenzione alle sensazioni fisiche che essa ci generava la mangiammo. 

Non avevo mai fatto caso alla consistenza zuccherina dell’uvetta e a quanto sia difficile restare con le sensazioni. Arduo controllare l’impulso di mangiare l’uvetta per ascoltare il desiderio fisico che il sapore dolce dell’uva passa genera sulle papille gustative. Si attivano anche la salivazione, le strutture del palato, della gola e dell’esofago coinvolte nella masticazione e deglutizione. Non ci avevo mai fatto caso.

Ascoltando quelle sensazioni, tutto il resto spariva. Ero solo io, la dolcezza dell’uva e la voglia di mangiarla. Una specie di amore tantrico, tra me e l’uva passa. 

Alcuni di noi dissero che non avevano mai saputo che l’uva passa avesse quel gusto. L’avevano mangiata prima, ma mai con consapevolezza intenzionale. 

Quanta vita ci perdiamo, inconsapevoli automi persi negli schemi del passato e paurosi del futuro che non c’è ancora? Quante sensazioni scivolano via con la routinarietà della nostra vita?

Certamente ci sono molte esperienze della vita in cui vorresti poter essere più mindful, più presente e consapevole. Per esempio, una cena romantica per due in un posto da sogno: odori, sapori, parole dolci e carezze sensuali… Ma ci sono esperienze che sarebbe meglio non fare o superare senza troppa consapevolezza, no? Non si soffre di più se si è consapevoli? Perchè ascoltare la frustrazione di un desiderio irrealizzato? O la rabbia o la tristezza.

Le emozioni che si scatenano come conseguenza di un evento negativo, sono potenzialmente dirompenti e pericolose per il nostro equilibrio mentale, ecco perchè tendiamo a volerle eliminare, cambiare, minimizzare o controllare. Spesso evitiamo persino di ascoltare i nostri pensieri e le nostre emozioni, perchè ne abbiamo paura, o siamo stati abituati a considerarle inappropriate, socialmente inaccettabili. Altre volte non ci fermiamo a riflettere e reagiamo impulsivamente, dando via libera a ogni comportamento che le emozioni e i pensieri ci suggeriscano. Mettiamo in atto strategie disparate, andiamo di shopping terapia, usciamo a cena fuori, a farci una manicure, stordiamo la mente e il corpo, oppure ci forziamo a non pensarci. Si sta zitti, si tace agli altri e a noi stessi, e si va avanti. O si pensa illusoriamente di andare avanti. Salvo che poi le nostre strategie piano piano smettono di funzionare.

Queste strategie, invece di ottenere l’effetto di farci essere in controllo di noi stessi, capaci di fronteggiare le situazioni che la vita ci pone di fronte, ci fanno essere costantemente non presenti a noi stessi. Robotizzati. E stressati. E non ci godiamo più nemmeno i momenti di relax e di serenità.

La mindfulness guida la persona attraverso il riconoscimento e l’accettazione delle emozioni e dei pensieri. 

Nessuno dei nostri stati interiori è di per sè pericoloso o inappropriato, sono le nostre reazioni ad essi ad esserlo. Possiamo accoglierle e riconoscerle, ancorarci al presente, costruire uno spazio tra l’evento e la nostra risposta (che non è più una semplice reazione automatica), dove possiamo trattarci con benevolenza, non giudicando o criticando quello che sperimentiamo, che sia rabbia, paura, tristezza, depressione, eccitazione, ansia etc. Semplicemente lo viviamo, e così facendo non lasciamo che ci controlli o diriga il nostro comportamento.

Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio abbiamo la possibilità di scegliere la nostra risposta. E nella nostra risposta sta la crescita e la nostra libertà. ~ Viktor Frankl

Per cambiare direzione nella vita basta poco, a volte basta anche solo il tempo di gustare un chicco di uva passa. 

Risorse utili:

By | 2018-06-12T13:32:06+00:00 3 novembre 2015|Ricette di vita fertile|4 Comments