La ricetta di Elena

La ricetta di Vita Fertile di Elena si intitola: l’accettazione, storia di sbagli, psicoanalisi e felicità.

In teoria dovrei cominciare raccontando chi sono, da dove vengo, cosa ho fatto nella mia fantastica e pienissima vita e via dicendo. Ma, come il giovane Holden, non ho molta voglia di soffermarmi sulle tragedie tardo-adolescenziali che mi hanno portato fino al binario della maternità, dove il treno è in ritardo da due anni. Due. Anni. Che Trenitalia in confronto…

Metà ottobre è un po’ l’anniversario del nulla. Che poi sinceramente io sta storia della PMA neanche la volevo cominciare. Sentivo quelle parolacce tipo FIVET….PMA…ICSI…IUI, pensavo…NON NE HO MICA BISOGNO, IO. Certo. Aspettavo l’arcangelo Gabriele, forse. Cioè, sinceramente, dopo il primo anno di nulla cosmico, in un vortice di cure ormonali sbagliate, frivoli consigli tipo NONCIPENSAREAPPENATITRANQUILLIZZIARRIVA, stick ovulatori e millemila analisi, io continuavo a credere alla cicogna. Giuro, non so cosa stessi aspettando. Poi mi sono decisa. Ovviamente sotto stretto consiglio della mia meravigliosa psicologa, con tanto di sedute per tirarmi fuori da un esaurimento nervoso o depressione o come cavolo si vuole chiamare. Ma in tutto questo, tralascio volutamente un IVG a 22 anni, alla 11ma settimana di gravidanza. Tralascio non solo perché fa male, nonostante siamo passati 13 anni, ma tralascio perché fa incazzare. Fa incazzare tanto quando le cose arrivano e tu non le aspetti, non sei pronta, NON LE VUOI! Perché pensi di avere tutto il tempo del mondo e invece quando decidi, la vita ti si presenta con un bel dito medio alzato e ti ride in faccia. NO, CARA, QUI DECIDO IO, NON TU. È questo che va accettato. Va accettato che la maggior parte delle volte non puoi scegliere. Va accettato che la tua condizione attuale è questa, che ti vada bene o meno. Va accettato. Punto. Ho vissuto 34 anni a pianificare la mia vita…. volete ridere? NIENTE e ripeto NIENTE, è andato come volevo io ( in quanti siamo?).

E QUINDI ADESSO CHE SI FA? Adesso devi affrontare quelle cose che non avresti mai voluto facessero parte della tua vita, ma ne fanno parte da molti anni e sono lì, nascoste nell armadio, un armadio giù in cantina che stai ben lontana dall’aprire. Ma ti si presentano ad ogni passo, ad ogni evento bello o brutto che ti capita. E vai avanti con il senno di poi, anche se sai che non ti aiuta per niente anzi, ti uccide. Allora perché mi devo vergognare di dire SI, ANCHE IO HO DECISO DI RICORRERE ALLA PMA? Non me ne frega se le mie amiche non sanno cos’è una FIVET ma hanno 8 figli, se la vicina di casa non sa a cosa serve la prolattina, mentre tu l’hai dosata 700 volte in sei mesi, ma lei aspetta un bimbo senza neanche volerlo. Io non sono loro. Io sono io. Con i miei sbagli, con i miei muri da abbattere, con la mia forza e le mie debolezze e anche se non so cosa succederà l’anno prossimo, anche se non so quante ICSI, quante punture in pancia mi toccherà fare, quanto saranno in rivoluzione i miei ormoni per permettermi di inveire contro il mio compagno ed essere compatita e giustificata, io ho smontato i miei pregiudizi ancor prima di diventare madre e mi sono data una possibilità. Ho accettato il fatto che quel sapere è la mia marcia in più. Che questa mia condizione mi ha già fatto cambiare il modo di vedere il mondo. Che la sola voglia di generare vita, mi ha fatto diventare una persona migliore. Forse non sarò mai madre, o forse si, ma io ci voglio provare. Perché me lo merito. Non chiedetemi cosa succederà se non dovessi riuscire neanche con l’aiuto della medicina. Potrei dire tante cose, potrei dire che la mia vita sarà meravigliosa, potrei dire che no non mi farò mai sopraffare dalla tristezza e non butterò mai all’aria la mia vita se non dovessi riuscire nel mio percorso. Non lo so, non ne ho idea e non voglio saperlo. Ma ormai non permetto più a me stessa di darmi dei limiti. Questa, per ora, è la mia più grande vittoria ed io ne vado fiera.

Elena

By | 2019-04-19T09:23:38+00:00 22 aprile 2019|Ricette di vita fertile|0 Commenti