La nascita di Margherita

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Quando ho saputo di aspettare Margherita, la mia secondogenita, ero molto felice, ma immediatamente il mio cervello ha iniziato a pensare a come sarebbe stata questa volta l’esperienza della nascita.

Il mio primo figlio è nato nel 2013, con un cesareo d’urgenza, deciso dopo tante ore dal mio arrivo in ospedale (per rottura delle membrane, a termine), di cui non mi erano rimasti buoni ricordi. Anche il post-partum, dopo aver travagliato, subito un cesareo e relative complicazioni, era stato parecchio duro, un inizio ben in salita direi.

Alla scoperta del test positivo, i ricordi e le sensazioni sono ritornate prepotenti nella mia mente e per diverso tempo, oltre alle nausee ho dovuto fare i conti con la “paura del parto”.

Fin da subito però ero sicura di NON voler ripetere l’esperienza del cesareo, o almeno di voler provare ad evitarlo.

Ho letto molto, mi sono informata su libri, siti, pagine Facebook, ho ricevuto buoni consigli e anche pareri (oppositivi) non richiesti, ma sono arrivata alla data del parto, convinta di quello che volevo e potevo fare. La mia grande fortuna è stata avere accanto mio marito, che mi ha sostenuto in tutto e per tutto (l’esperienza del cesareo non aveva fatto bene nemmeno a lui) e ha “scovato” Carmen, psicologa perinatale che ci ha guidato, con l’aiuto dell’hypnobirthing, verso quello che sarebbe stato il NOSTRO parto positivo.

Sono arrivata al giorno del termine dopo i vari monitoraggi e i vari “grazie no” a proposte di “scollamenti, appuntamenti per induzione ecc ecc”, decisa a lasciare alla mia bimba la possibilità di decidere quando venire al mondo, se necessario, fino alla 42esima settimana (nonostante il protocollo dell’ospedale dove mi avevano preso in carico).

Margherita, puntuale come un orologio, la mattina del giorno del termine, anziché farmi andare a fare l’ennesimo monitoraggio, mi fa capire che è pronta!

Sacco rotto alle 6.00, per un attimo penso di far finta di niente e torno a letto, memore del primo parto, non ho voglia di andare in ospedale prima che sia partito davvero il travaglio! Mi abbraccio al mio bimbo grande che dorme nel lettone e cerco di fare pensieri positivi. Dopo poco però capisco che non posso fare finta di nulla, mi alzo, preparo la colazione, mando un messaggio a Carmen per dirle che ci siamo.

Cerco di organizzarmi mentalmente e penso:

Il papà porta il grande all’asilo, intanto io mi metto a fare le lasagne e la torta (avevo preparato il ragù nei giorni precedenti e gli ingredienti per la torta) così magari passa un pochino di tempo..

Invece alle 7.30 mi è già passata ogni velleità di cuoca e fatico anche a fare colazione perché inizio a sentire dolore.

Il papà mi convince che sia meglio la nonna porti il bimbo grande all’asilo e dopo le prime resistenze, dato l’intensificarsi del dolore cedo. Rimasti da soli in casa proviamo a fare una doccia, ma appena entrata sento che non ce la posso fare e il pensiero di dover scendere le scale e andare in ospedale con dolori ancora più forti mi porta a chiedere di andare subito.

nascitaMi vesto al volo, prendo carte e borsone e si parte! Abitiamo vicino e arriviamo in pochi minuti.

Poco prima delle 9 mi fanno l’accettazione (un’ostetrica molto gentile che mi aspettava, dopo una provvidenziale telefonata di Patrizia, con cui avevo fatto un corso pre -parto per mamme bis, quel giorno non in turno) e mi visitano. Io mi sento un po’ mancare (il caldo, tanto caldo, ho mangiato poco, il dolore e certo anche l’agitazione) così mi danno un po’ di acqua e zucchero e aspettano che io dia l’ok alla visita tra una contrazione e l’altra.

Evidentemente sta andando tutto molto rapidamente perciò mi mandano direttamente il sala parto senza ricoverarmi in stanza (cosa che apprezzo molto!). Per un pochino rimango in sala parto con due ostetriche ma senza mio marito, e inizio ad agitarmi un po’, perché la mia determinazione rimaneva forte anche grazie al fatto che lui fosse sempre con me. Poi, per fortuna, lo lasciano entrare (c’erano delle questioni burocratiche da risolvere) e mi sento subito meglio.

Avevo portato con me il piano del parto, che avevo preparato con l’aiuto di Carmen e di una amica ostetrica, ma in particolare sulla richiesta di evitare il monitoraggio fetale in continuo, la ginecologa di turno (la stessa che aveva proposto un paio di settimane prima lo scollamento) mi dice che non si può evitare, e che se voglio il monitor senza fili, quello c’è ma devo cambiare stanza:

Ooook! No grazie! Mi arrendo, tengo il monitoraggio coi fili, ma non spostatemi! 😉

Le contrazioni sono molto ravvicinate e intense e io cerco di concentrarmi sulla respirazione e sulle visualizzazioni che ho imparato con Carmen. Sono quasi sorpresa che siano così efficaci!

Riesco ad attraversare le “onde” senza farmi sopraffare e, a differenza della prima esperienza, tra un’onda e l’altra ho davvero modo di riposare e riprendere fiato.

Vorrei provare a mettermi sotto la doccia, ma con il monitoraggio non si può, allora provo con il “trucchetto” che mi avevano consigliato di dover andare in bagno, così mi faccio qualche giretto. In realtà non ho molta voglia di muovermi perchè le onde sono forti e vicine e quando arrivano non riesco ad andare a spasso, perciò resto in prossimità del lettino, dove comunque mi lasciano sperimentare diverse posizioni, compatibilmente con i fili del baby monitor.

Con mia grande sorpresa inizio prestissimo a sentire la necessità di spingere, e chiedo cosa devo fare (lo sapevo cosa devo fare ma non mi aspettavo che fosse già il momento). Giada (l’ostetrica che mi ha seguito, angelica nell’aspetto e nei modi) mi dice di fare quello che mi sento, e così quando arrivano le onde inizio ad assecondare le spinte.

Cerco di “respirare fuori” la mia bimba, e le visualizzazioni e i vocalizzi (mi hanno detto che ero intonatissima!) mi sono di grande aiuto. Provo diverse posizioni e alla fine rimango sul fianco, come suggerito dalle ostetriche (sono 2 a questo punto, e con la coda dell’occhio vedo anche la ginecologa), abbracciata a mio marito, che come una roccia mi sostiene e mi dà coraggio.

Sarà stato mezzogiorno l’ultima volta che ho guardato l’orologio, alle 12.50 Margherita viene alla luce regalandomi una gioia immensa, una grandissima soddisfazione e una sensazione di benessere che istantaneamente mi fa passare ogni dolore.

Me la mettono subito sul petto e si attacca subito al seno e rimaniamo così per un bel po’, fino al secondamento spontaneo della placenta e per il tempo che mi danno un po’ di punti (per una piccola lacerazione spontanea). Sinceramente avrebbero potuto farmi qualsiasi cosa che non me ne sarei accorta tanta era l’estasi che provavo!

Dopo le due ore di osservazione, posso andare nella mia camera, SULLE MIE GAMBE E CON LA MIA BAMBINA IN BRACCIO. Proprio come desideravo!

Mi sono sentita fortissima. In quel momento e nei giorni successivi!

Non ringrazierò mai abbastanza chi mi ha accompagnato verso questa esperienza di parto positivo: mio marito, Carmen, Patrizia, Erica, Clelia, Giada e i gruppi Facebook “Il Parto Positivo” e “Innecesareo”.

Mamma Benedetta

By | 2018-05-07T14:12:53+00:00 7 maggio 2018|Guest post, Percorso Nascita|0 Commenti