Io e il mio corpo infertile

Home | Infertilità e Adozione | La mia PMA | Io e il mio corpo infertile

Quando eri piccolo eri proprio carino. Penso che rappresentassi di me la parte positiva, solare, piacevole allo sguardo. Me lo dicevano tutti che eri carino, dunque ho pensato che quello fosse un attributo importante e di valore.

Non importava chi io fossi, sembrava che tutti si fermassero a guardare solo te, quello carino, non me, quella insicura e incerta. Così ho voluto identificarmi con te, volevo che tutti ti apprezzassero. Non ti ho mai esibito come un trofeo, ero troppo introversa per farlo. Però ti ho portato in giro con me, siamo andati spesso a braccetto, la strana coppia, noi, nella testa pochi pensieri e tanti sogni nel cassetto. Ho vissuto della tua luce riflessa, per un pò.

Nel tempo, però, ho capito che non saresti mai stato al mio passo. Eri sempre in anticipo o in ritardo, di solito mai pronto ad offrirmi ciò di cui avevo bisogno. Eri debole quando mi serviva la tua forza, lento quando volevo correre, assonnato quando io ero sveglia e pronta per giocare alla vita.

Ti ho cominciato a vedere come un peso, una minaccia. Una delusione, non tanto per quello che eri, ma per le grandi aspettative e desideri che avevo nei tuoi confronti. Tu in fondo non avevi nessuna colpa, dunque me la sono presa con me stessa, stupida sognatrice. Non te la puoi prendere col sole perchè brucia, o con il ghiaccio perchè è freddo. Ci ho messo un pò prima di realizzare che non mi hai mai veramente tradito, semplicemente non mi potevi dare ciò che io desideravo di più.

Non mi sono voluta arrendere, nemmeno di fronte alla realtà. Ho continuato a pensare che ti avrei potuto cambiare, che se avessi insistito le cose fra noi sarebbero andate diversamente.

So che mi hai amato, che hai fatto del tuo meglio per onorare questa nostra relazione. Ma a volte l’amore non basta. E invece di chiederti di cambiare, se davvero ti amavo, dovevo prenderti per quello che eri. Non aveva senso chiederti di non essere te stesso.

Ti ringrazio. Sei stato un mio grande insegnante. Certo non di quelli protettivi e materni, ma di quelli severi, che si odiano, dei quali gli alunni parlano a bassa voce nei corridoi e dei quali si inventano le storie più strampalate, perchè umanizzare, anzi volgarizzare, ridere di un insegnante, ti permette di sentirlo meno potente. Di sentirti meno impotente.

Salvo poi scoprire che quanto a lezioni di vita, gli insegnanti più severi sono i migliori. E allora ho smesso di combatterti.

Ho imparato a seguire i tuoi ritmi, a vivere con lentezza e a riposarmi quando me lo chiedevi. Quando la malattia ti ha reso difficile un sacco di cose, come alzarti al mattino, concentrarti, e portare avanti i tuoi impegni personali e professionali, ho rallentato e seguito il tuo ritmo. A volte ti ho spinto oltre i limiti della tua condizione, e tu ti sei lasciato convincere che ce la potevi fare, ti sei spinto oltre. Te ne sono molto grata. 

Ho rinunciato a volerti cambiare, ho accettato di amarti per quello che sei. Sbagliato e infecondo. Inutile e debole. Ma anche paziente e dolce, umile e compassionevole.

Ma non è facile. Soffro di quella malattia che si chiama speranza, o forse si chiama testardaggine. O forse ossessione. Qualcuno pensa che sia ossessionata. Io dico che sono semplicemente ottimista. Credo ancora. Cioè io per due secondi…massimo tre-quattro minuti…almeno una volta al mese…credo ancora.

Credo che esista nel futuro una congiunzione astrale, un Mercurio che transita davanti al Sole, una superluna, una stella cadente o uno sciame di meteore…qualcosa di miracoloso che ti trasformi in ciò che volevo che fossi. Che realizzi la nostra massima aspirazione.

Poi i due secondi passano, e tu sei sempre lì, caro corpo mio, come per dire “cosa ti aspettavi, il principe azzurro”? Io ti sorrido, ti dico che va tutto bene e mentalmente ti abbraccio. E’ inutile farsi la guerra. In fondo ti voglio bene, e tu lo sai. Caro corpo mio.

 

Se ti è piaciuto questo post, potresti trovare interessante anche “Il corpo traditore”.

By | 2018-06-28T15:58:05+00:00 3 dicembre 2016|La mia PMA|6 Comments