Il segreto del sopravvivere

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Se l’ennesimo tentativo di fecondazione assistita non basta a renderti fertile, se l’idea che potresti non diventare mamma è una lama traditrice conficcata nella schiena, se perdi un figlio prima di incontrarlo, se il corpo è dolente e l’anima urla la sua rabbia, se ogni mese sei di fronte alla tua mancata generatività, cosa ti resta? Se la vita che volevi non esiste e ti senti impotente come una foglia al vento, di un vento che soffia forte e freddo per anni. Cosa ti resta?

Ti resta la sopravvivenza.

La strada che hai intrapreso sembra infinita, le difficoltà insormontabili, le gambe non ti reggono più, il fiato manca, non sei preparata, non sei allenata a questa fatica. Forse si tratta di una fatica per la quale non ci sono allenamenti e preparazione possibili. Non c’è nessun faro ad illuminare il buio dell’anima stanca, che procede senza nessun segnale o cartello stradale ad indicare la via. La meta è quasi dimenticata, forse la mappa per arrivarci è diventata illeggibile.

E così succede che ti spegni. Dopo tanto tempo, tanti anni mi è successo. E non importa che la mia strada sia l’adozione e non più la fecondazione assistita: il desiderio di famiglia è identico, come identica è  la sofferenza per quelle manine che vorresti e non puoi stringere e quelle testoline che brami e non puoi accarezzare.

Sono ferma. Sono bloccata. Sono alla finestra della mia vita a guardare fuori, nell’oblio di ciò che ho dentro. Nel camino il fuoco che ho acceso si sta spegnendo. Il calore bruciante diventa tiepida cenere. Invece di correre a ravvivare la brace, aspetto qualcuno o qualcosa che lo faccia al posto mio. Negli ultimi mesi ho cominciato a girare in tondo, ad andare dietro agli eventi e alle persone, ho perso il mio centro di gravità.

Ma ho deciso di cambiare.

Per me questo significa smettere di usare la testa, di pensare che con la sola forza di volontà io possa cambiare le cose. Vuol dire lasciare il superficiale ed andare all’essenza. La logica, l’intelligenza e la conoscenza sono utili, ma non quando dominano la tua esistenza, quando tutto gira intorno ad esse. Voglio che la mente torni ad essere lo strumento del cuore, non viceversa. Nel mio percorso deve esserci il rispetto di me stessa e di ciò in cui credo, se non c’è amore in questa via, perifrasando Castaneda, tanto vale abbandonarla. 

Per rinascere bisogna rinnovarsi. Non ciò che sta fuori, ma me stessa. E per rinnovarmi devo prima vedermi. Non devo per forza essere diversa, semplicemente posso scuotere un pò le piume sulle mie ali e ravvivare i miei colori.

A volte per rinnovarsi tutto quello che si può fare è resistere al senso di impotenza, guardare in faccia la paura di non farcela, accettare che si può perdere, senza per questo morirne. Anche questo vuol dire rinnovarsi, vuol dire non lasciarsi appassire. Ho capito che nella vita la vera battaglia non si gioca contro qualcuno o qualcosa, ma per se stessi e i propri valori. Per rimanere umani quando gli eventi soffiano forte per farti perdere l’equilibrio. 

Non bisogna essere eroici, a volte sopravvivere vale quanto vivere. E’ uno sforzo positivo, è comunque un’opzione. Potresti arrenderti, potresti smettere di fare fatica, potresti accettare la sconfitta e ritirarti dalla battaglia ma non lo fai, non lo hai fatto. Sei qui, ferma, ma guardi al cielo. Sei ferma, ma non indietreggi. Sei ferma perchè sei controvento. Sei ferma perchè rifletti prima di fare la tua mossa. Sei ferma, ma di faccia, non di spalle. 

Dicono che non avanzare voglia dire retrocedere, e forse sono retrocessa, mi sono lasciata andare alla tristezza e all’autocommiserazione. Non lo facevo da tanto. Ma se non retrocedessi nella vita, come lo troverei il coraggio e la resilienza per avanzare?

Forse è questo il segreto: sopravvivere vale quanto vivere. Rifiutarsi di soccombere, tenere la testa appena fuori dall’acqua è sufficiente per non annegare. Sopravvivere per resistere. Sopravvivere per andare avanti.

 

By | 2018-06-14T17:42:32+00:00 17 giugno 2018|Infertilità e Adozione, Ricette di vita fertile|0 Commenti