Il primo incontro

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Penso al nostro primo incontro, chissà come sarà. Sogno di amarti e di sentirmi la tua mamma fin dal primo istante, ma non vorrei che il mio sogno e il mio desiderio facessero a pugni con il tuo cuore ferito. Vorrei rimanere con i piedi per terra, per rispetto alla tua realtà dolorosa e per non illudermi, ma non ci riesco. E in fondo questa è una gran fortuna. Se, nonostante gli anni che hanno scavato in me un’assenza che è più presente che mai, nonostante gli ostacoli e la fatica sul percorso accidentato e tortuoso che ci porta a te, ancora riesco a sognare forse sono salva. Se riesco a sognare, tra un incubo e l’altro, sono ancora qui. Con le scarpe rotte e una mappa sgualcita e scolorita, sono ancora in cammino verso di te, verso di noi. E penso al nostro incontro.

Il mio desiderio di famiglia nasce dallo strabordare dell’amore. E’ l’amore che rompe gli argini dei sentimenti collaudati del nostro essere coppia, che ha la forza di distruggerli per poi farli rinascere, trasformati in qualcosa di nuovo, di difficile ma meraviglioso: l’amore familiare. 

La mia vita di oggi è libera ma so che insieme sarà più bella, è ordinata ma so che insieme sarà più vissuta, è prevedibile ma so che insieme avrà più cuore.

Sarà un traguardo ma anche l’inizio di un nuovo cammino, la nostra nuova vita insieme. All’inizio saremo travolti da nuovi squilibri, con i nostri spigoli che piano piano diventeranno angoli smussati. Avrò il volto più pulito e meno truccato, mi libererò degli inutili fronzoli di una vita bella solo per chi non la conosce, e imparerò a ricercare la vita vera, a volte brutta a volte bella, ma vera. Lo faremo insieme. Restio o convinto che sia, sarà un cambiamento lento. Oppure rapidissimo. Comunque sarà, la nostra avventura per diventare una famiglia e adottarci a vicenda comincerà dal nostro primo incontro. 

Vedo il nostro avvicinarci cauto verso di te, un sorriso tranquillizzante sul nostro viso. Risponderai al nostro sorriso oppure diffidente ti negherai? Sarà un reciproco scrutarsi da lontano, avvicinandosi piano piano con movimenti misurati, oppure sarà spontaneo e travolgente come incontrare qualcuno che si conosce da una vita, che, amato, si era perso e poi si è ritrovato? Sarà come scorgere un cerbiatto nel bosco e, desiderando di poter fermare quell’attimo per godere dell’affascinante e raro spettacolo, rimanere immobile per non farlo scappare via? Respireremo piano oppure a pieni polmoni? Saremo confusi e incerti nel nostro ruolo o sarà come averlo fatto da sempre? 

So che ci metteremo in ginocchio, come chi prega o chi cade, come chi si rende vulnerabile. Ci abbasseremo verso di te per risollevarti. Forse la tua storia di vita sembrerà schiacciarci, ma non la lasceremo vincere e sapremo renderti orgoglioso di chi sei e di come l’hai saputa sopportare. Sarai nato nell’indifferenza, nella violenza, nella malattia, nell’ignoranza e nell’abuso dei grandi, ma sapremo aiutarti a crescere nell’amore, nell’affetto, nel rispetto e nella libertà di essere ciò che sei: un bambino. Non un bambino sfortunato, perduto, rovinato per sempre. Solo un bambino.

By | 2018-10-11T15:32:10+00:00 11 ottobre 2018|Adozione|0 Commenti