Il corpo traditore

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Ho imparato, mio malgrado, che le sensazioni fisiche provenienti dal mio corpo infecondo possono confondermi e tradirmi. Di conseguenza, negli anni, ho perso fiducia in lui.

Eppure, nascosta da qualche parte, c’è sempre la voglia di riconciliarmi con lui, di fare pace, di coccolarlo. Di perdonarlo. Oggi specialmente. Oggi che mi dà delle sensazioni strane. 

Nel processo procreativo che passa attraverso il desiderio sessuale e l’amore carnale fra due individui, il corpo della donna diventa veicolo e contenitore di una nuova vita. E perchè ciò avvenga, il corpo va ascoltato e rispettato. I segnali che invia sono puri, veri e rivelano la sua potenza generatrice. Il corpo sa la verità, sa cosa fare e come farla.   

Quando invece i meccanismi naturali e spontanei del concepimento non funzionano, essi vengono messi in secondo piano, e la priorità data a quelli medici. I segnali corporei da ascoltare non sono più quelli del piacere e del desiderio fisico, ma quelli ormonali, sfuggenti e variabili, che attraverso strumenti e conoscenze specifiche cerchiamo di controllare.

La donna con problemi di fertilità non si identifica più con il suo corpo, ma con gli strumenti atti a controllarlo.

Essa acquisisce un nuovo modo di relazionarsi al proprio corpo, che implica l’uso di termometri, di stick di ovulazione, di siringhe e medicine, di risultati risultati di laboratorio e di terminologia medico-scientifica. Da una parte può sembrare che lo conosca meglio, poichè ha cercato di capirne i meccanismi, di conseguenza ha dovuto studiarlo in maniera più approfondita di quanto forse avrebbe voluto. Dall’altra, proprio perchè ancora non lo ha “aggiustato”, essa non si sente più in sintonia con lui, consapevole che è nel suo stesso corpo che risiede il problema.

Per anni non mi sono curata della durata del mio ciclo, del fatto che il seno tendesse a diventare gonfio, teso, e i capezzoli sensibili, subito dopo l’ovulazione e prima dell’arrivo delle mestruazioni. Non sapevo perchè tutto ciò succedesse, non mi importava e non mi serviva saperlo, così come non sapevo quale logica guidasse le variazioni in quantità, consistenza e colore del muco in relazione all’ovulazione.

Poi invece…cercando per anni di rimanere incinta, sono diventata, volente o nolente, un’esperta.

La vita di una persona infertile assomiglia a quella di un’apprendista strega. Fanno parte del nostro repertorio pozioni magiche, intrugli misteriosi e nozioni di concetti preclusi alle donne “normali”. Apparteniamo ad un club super esclusivo di esperte del mistero della vita, ma, nonostante tutto, esso sfugge ancora alla nostra comprensione.

Quando le mestruazioni si avvicinano, compaiono i fantasintomi: il particolare turgore del seno, quegli strani “movimenti” o pizzichi nel basso ventre, questa stanchezza inspiegabile potrebbe significare che sono incinta! Aspetta…però potrebbe anche solo dipendere dalle terapie ormonali!

Quante volte ho ragionato con me stessa in questo modo…

Ogni mese da quando ho iniziato la ricerca di un figlio è così: spero con tutto il cuore, anche contro l’evidenza dei fatti, che mi ricorda che con la mia situazione la possibilità di rimanere incinta è quasi pari a zero. Mi aggrappo ai fantasintomi, ai sintomi che vogliono dire tutto e niente, per continuare a crederci. E quando non ci sono, mi aggrappo al fatto stesso che non ci siano, e spero ancora… Una specie di pazzia consapevole, perchè so di non poter avere certezza di nulla, eppure uso le mie sensazioni fisiche per poter nutrire la mia voglia di sperare. Una voglia che va oltre la realtà. Tutte le volte.

Poi arriva il giorno delle mestruazioni, la cocente rabbia, non solo verso la natura crudele, ma anche verso me stessa, per essermi fatta abbindolare di nuovo dal mio corpo. Il mio corpo traditore.

E la tristezza prende il sopravvento.

Poi però… Preferisco guardare avanti, lasciarmi alle spalle la delusione, e continuare a sperare. Così riparto da capo a credere nel miracolo.

E’ come andare sulle montagne russe. Anche se ho paura e mi tremano le gambe, non posso smettere di desiderare “un altro giro, un’altra corsa”.

Questo mese il mio corpo sta giocando con me. Aveva smesso di farlo da tempo. E così mi frega di nuovo, perchè penso che se sono in ritardo e ho questi sintomi, DEVO essere incinta.

Ho cominciato a sentire una leggera nausea. Ho pensato: “ah, guarda, proprio come quando ero incinta, quest’estate!“.

Ritardo di un giorno, due giorni. Ok, sarà arrivata la menopausa. Se non sono riuscita a rimanere incinta con la fecondazione artificiale, perchè dovrei farcela naturalmente? E’ una pazzia!

Due sere fa non sono riuscita a cucinare, l’odore del cavolfiore mi faceva impazzire, e non sono riuscita nemmeno a mangiare. Proprio come quando ero incinta! Aspetta…ho la febbre, sarà solo l’influenza o un’intossicazione alimentare… Però non ho diarrea nè vomito, sarebbe una strana forma di intossicazione alimentare!

Oggi, giorno 33 del ciclo (mai superato i 30 giorni), niente mestruazioni, sensazioni al basso ventre simili a quelle della mia unica gravidanza, niente febbre ma sensazione di spossatezza simile a quella che dà la febbre (o la gravidanza!), sensibilità agli odori aumentata e leggera nausea.

Eppure stamattina il test di gravidanza era negativo.

Non capisco perchè il mio corpo continui a tradirmi, perchè continui ad essere così indecifrabile, falso e odioso.

Vorrei ascoltarlo, fidarmi di lui, volergli bene. Ma non posso, è come dare fiducia a chi ci ha preso in giro per anni, sarebbe un’ulteriore mancanza di amor proprio.

E’ il mio corpo, ma è anche una parte di me che si ribella, che non capisco…E che odio.

Capite quanto sia terribile dover dare più credito ad uno stick di gravidanza che a me stessa, dover dipendere da oggetti e strumenti e persone invece che da me stessa

Io, però, non smetto di sperare.

Aggiornamento: anche questa volta non è andata. Io vado avanti.

By | 2018-06-28T15:37:18+00:00 28 novembre 2015|La mia PMA, Riflessioni|6 Comments