#dimmicosaleggi – Dieci libri da portarsi nel rifugio del cuore

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Quali sono i tuoi libri del cuore? Un romanzo, un giallo, una favola moderna, o una biografia? O forse un testo sacro, un manuale di auto-aiuto o un libro di ricette? Tanti sono i libri che avrai letto, ma quali sono quelli che hanno lasciato il segno? Quelli che raccontano chi sei e dai quali mai ti separeresti?

Raccolgo volentieri l’invito di Noemi, del blog Unadonnaalcontrario, a fare una lista dei miei dieci libri irrinunciabili.

Il profumo (di Patrick Suskind)cop

“Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere.

[…] Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.”       

Nella cornice dei sobborghi degradati della Parigi dell’Ottocento, una storia descritta attraverso un solo senso: l’olfatto

Jean-Baptiste Grenouille, il protagonista, viene messo al mondo sotto il bancone da pescivendola della madre, tra gli scarti di pesce ed un odore nauseabondo, nel quartiere più degradato della Parigi dell’Ottocento. Jean Baptiste non emana odore. In un mondo dove democraticamente l’olezzo di sudore, immondizia e umori fisiologici si appiccica addosso a chiunque, lui non ha odore. La mancanza di odore sembra deprivarlo anche di emozioni, di sentimenti…di umanità. Un solo pensiero lo guida: possedere l’odore puro di una donna nel fiore degli anni, non corrotta nella carne e nello spirito. E non esita ad uccidere per poter cercare, con alambicchi, alcol ed essenze, di estrarlo e trasformarlo in un profumo.
Questo è uno dei miei libri preferiti in assoluto, geniale e straordinario, unico nel suo genere. Suskind riesce non solo a descrivere perfettamente la Parigi dell’epoca, ma anche a rendere vive e reali le innumerevoli sfumature odorose che identificano i diversi quartieri della città, i vicoli, le strade e i personaggi, anche quelli più marginali. 

Narciso e Boccadoro (di Herman Hesse)241c673795e9560d3d0031e850154385_orig

“Non è il nostro compito quello d’avvicinarci, così come non s’avvicinano fra loro il sole e la luna, o il mare e la terra. Noi due, caro amico, siamo il sole e la luna, siamo il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò ch’egli è: il nostro opposto e il nostro complemento.”

Avrei potuto scegliere Il Lupo della steppa, o il famosissimo Siddharta. Invece scelgo la storia dell’artista vagabondo Boccadoro e dell’ascetico e spirituale Narciso. Quest’ultimo rappresenta il piacere della conoscenza, ma anche la spiritualità profonda che mette in grado di “leggere” le persone e i loro animi. Boccadoro invece è l’amore, la passione, la gioia di vivere. Uno lo spirito, l’altro la carne. Uno l’amore platonico, l’altro l’amore fisico.
Adoro questo libro per le storie d’amore di Boccadoro con la zingara, con la figlia del cavaliere, con la fanciulla morta di peste, che lo ama come nessun’altra. Amo Narciso, che, come una guida spirituale rispettosa, lascia che Boccadoro trovi se stesso esplorando e sperimentando la vita con le sue tempeste.

La verità, vi spiego, sull’amore (di Enrica Tesio)51Y8qWKcCFL._SX331_BO1,204,203,200_ - Copy

“Sono bravi tutti a fare m’ama non m’ama con le prime margherite di campo. Prova a fare m’ama non m’ama con un cardo selvatico, che son spine sia che t’ami sia che non t’ami.”

Questo è uno dei pochi romanzi moderni che cito nella mia Top 10. Ne sono rimasta folgorata, se diventassi un giorno una scrittrice, vorrei scrivere come lei.
Ha uno stile scanzonato, ironico ma anche profondo, usa un sacco le similitudini e i giochi di parole. Con lei non ci si annoia mai, si ride, ci si commuove e ci si identifica con la sua storia, piena d’amore, in verità di tanti amori, quello per i figli, per l’amica, per il tato (sì, un uomo che fa il baby sitter), per il vicino di casa sexy, e per Davide, che l’ha lasciata ma non troppo, perchè certi amori sono per sempre.
Non leggo quasi mai libri moderni perchè credo che i classici abbiano molto di più da offrire, in stile narrativo, gamma di emozioni e profondità dei personaggi. Ma sono contenta di aver scelto questo libro, che si legge tutto d’un fiato e lascia una bella sensazione, come dopo un giro sulle montagne russe.

Intelligenza emotiva (di Daniel Goleman)3416850-9788817084123

“Le convinzioni che le persone nutrono sulle proprie capacità hanno un profondo effetto su queste ultime. La capacità non è una proprietà fissa; c’è un’enorme variabilità di prestazioni. Chi è dotato di self-efficacy si riprende dai fallimenti; costoro si accostano alle situazioni pensando a come fare per gestirle, senza preoccuparsi di ciò che potrebbe eventualmente andare storto.”

Le persone più di successo e più felici al mondo non sono quelle dal quoziente intellettivo più alto, le più colte, ma quelle che hanno imparato a saper riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni. Esse interagiscono meglio con gli altri e godono di relazioni soddisfacenti e mature.
Secondo Goleman, siamo una società in crisi: manchiamo di capacità di perseverare di fronte alle frustrazioni, di empatia, di autocontrollo, della volontà di gestire i conflitti, al lavoro, a casa e a scuola. E non c’è intelligenza o conoscenza che possa salvarci, se non l’intelligenza emotiva.
Questo libro, che mi rappresenta come psicologa, rappresenta anche una mia battaglia personale, perchè l’intelligenza emotiva si può apprendere, da bambini come da adulti.

 

L’amore ai tempi del colera (di Gabriel Garcia Marquez )image_book

“Nella solitudine della sua anima era convinto di avere amato in silenzio molto più di chiunque altro in questo mondo.”

Per amare una storia devo poter perdermi nello stile di scrittura del suo autore, e beatamente mi perdo in Gabriel Garcia Marquez. Questa storia d’amore tormentata, che si dipana nel mezzo secolo che passa tra il primo incontro di Florentino con Fermina, e la consumazione del sentimento, nella fase senile della loro vita, tocca tutte le corde del mio lato romantico.
Un amore che rimane, a parer mio, sempre incompleto, e questo lo rende ancora più struggente. Da giovani il loro amore passionale li allontana proprio quando dovrebbe arrivare a compimento. Quando si ritrovano, al crepuscolo della loro vita, finalmente la fiamma dell’amore ardente smette di consumarli, nel compiersi dell’unione spirituale e carnale, ma sono troppo in là con gli anni perchè l’amore possa dirsi completo. Eppure non c’è niente di più romantico di un uomo che aspetta tutta una vita l’occasione per stare con la sua amata.

Il piccolo principe (di Antoine de Saint-Exupery)copertina

“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.”

Leggere questo libro vuol dire guardare al mondo degli adulti dalla prospettiva di un bambino. <<I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.>>
Basterebbe vedere il mondo come lo vedono i bambini, ed imparare da loro, per vivere una vita più felice. I bambini non hanno paura del futuro, vivono il momento. I bambini non sono complicati, sanno guardare all’essenza delle cose.

 

I racconti dell’incubo (di Edgar Allan Poe)Dieci libri preferiti

“’I became insane, with long intervals of horrible sanity.”

Edgar Allan Poe è il maestro delle storie dell’incubo, dell’orrore senza fine e senza logica. Credo che ognuno di noi conviva con un mostro interiore, che minaccia di uccidere la nostra umanità, e contro il quale tutti lottiamo. Quelli che chiamiamo mostri hanno, spesso, il sorriso benevolo del vicino di casa, la macchina nuova del collega e il vestito buono della zia. Sembrano in tutto e per tutto identici a noi, non fosse che hanno perso la battaglia con il mostro interiore.
C’è stato un momento, nella mia vita, in cui avrei voluto scegliere la carriera di criminologa. Alla fine, però, ho preferito l’orrore della finzione letteraria, a quello vero. Da allora sono appassionata di film e serie televisive dai personaggi cupi, di eroi con la coscienza sporca, più simili a criminali che a difensori della legge. Mi piacciono i coni d’ombra, le aree grigie fra il bene e il male.

 

Il gabbiano Johnatan Livingston (di Richard Bach)gabbiano-e1369228485530

“Spezzate i vostri limiti, fate saltare le barriere, muovete la vostra volontà, pretendete la libertà come diritto, siate quello che volete essere. Scoprite quello che amereste fare e fate il possibile per raggiungerlo.”

Questa è una storia breve, che parla di un gabbiano che non vuole rassegnarsi a volare per il solo obiettivo di procacciarsi cibo. Il Gabbiano Jonathan, a differenza dei suoi compagni, ama l’insita bellezza dell’atto di volare, ne ricerca la perfezione, che necessita di una serie di finezze tecniche, di movimenti perfettamente coordinati e di un armonico adattarsi alle condizioni esterne, vento, temperatura, altezza dal suolo. E’ un anticonformista, un ribelle, si distingue dalla massa, e nel farlo viene da essa rifiutato. Egli ama il volo come ideale di bellezza e di libertà, ed è appunto dai suoi valori e ideali interiori che viene guidato. Johnatan ha il coraggio di seguire la propria legge interiore, senza lasciarsi influenzare dai pregiudizi degli altri. Quale migliore lezione di vita?

Se questo è un uomo (di Primo Levi)

Sequesto

“Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.”

Per non dimenticarsi mai della storia e della “banalità del male“. La cosa più terrificante dei campi di concentramento non è tanto la condizione a cui sono stati ridotti gli ebrei, ma la disumanizzazione degli esseri umani che quella condizione la vedevano, la creavano, la mantenevano. “Se questo è un uomo”, per me, non è riferito al prigioniero, ma a colui che lo tiene in tale condizione. Colui che poi in seguito dirà “non sapevo, non avevo idea, non avevo responsabilità, eseguivo solo degli ordini”. Quando giriamo la testa dall’altra parte, di fronte all’ingiustizia, stiamo implicitamente dicendo che non sappiamo, non abbiamo idea, non abbiamo responsabilità. Bastano altri cento come noi, e qualsiasi tipo di ingiustizia può rimanere impunita. Ecco perchè “la banalità del male”. Non è complesso diventare malvagi, basta non fare il bene al momento in cui ci viene richiesto dalle circostanze.

Il Budda, Geoff ed io (di Canfor-Dumas)Dieci libri preferiti

“E’ proprio perché non possiamo risolvere tutto che riempiamo gli spazi vuoti con Dio o la fortuna o- come me – col karma. E scelgo di credere nel karma perché per quello che mi riguarda è la cosa più plausibile e in più non mi toglie energia”

Qui ci sono io, tutto ciò in cui credo e che mi sforzo costantemente di mettere in pratica. Le difficoltà della vita non sono il vero problema dell’esistenza, è la nostra reazione, o meglio, come noi vediamo le situazioni ad essere il vero problema. Anche se spesso battibeccano fra loro, l’uno allergico ai discorsi filosofico-spirituali, l’altro troppo diretto per poter essere gentile, due estranei diventeranno amici e percorreranno un pezzo di esistenza insieme, alla ricerca del modo più costruttivo di vivere. 

Grazie Noemi di avermi invitato a partecipare a questa bella iniziativa. 

Le Regole:

1.Crea un post sul tuo blog #dimmicosaleggi #10libri da portare in cabane

2.Crea la lista dei tuoi #10libri con un commento

3.Nomina altre 5-10 persone le cui librerie sei curiosa/o di conoscere.

4.Appena pubblicato l’articolo, lascia il link del blog che ti ha nominato.

I miei nominati:

Gloria Vanni – Less is sexy

Chiara Bertora – Erodaria

Sara Convertini – Oltrechemamma

Alloro – Myserendipity

Delia – Enigmamma

Maddalena – Pensieri Rotondi

Marina – MyWay Blog

Erika Zerbini – Professione Mamma

 

 

By | 2018-03-27T17:08:07+00:00 23 febbraio 2016|Ricette di vita fertile|4 Comments

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