Mosca: bella e impossibile

Home | Infertilità e Adozione | Riflessioni | Mosca: bella e impossibile

Mosca è grande. In questo mi ricorda alcune metropoli americane dalle strade immense, i monumenti storici imponenti, gli spazi generosi e progettati per colpire, quasi intimidire, il visitatore. Il centro storico di Mosca è imponente, grandioso e bellissimo. Mosca mi ha dato subito la sensazione di essere una città di contrasti e contraddizioni, misteriosa e inaffidabile, al contrario delle città degli Stati uniti che ho visitato. Di Mosca mi sembra che si possa dire tutto e il contrario di tutto.

mosca piazza rossa

Complice il clima, forse, Mosca è un posto che non appare poterti mai dare un pieno appagamento dei sensi, nemmeno in estate. E’ come se mancasse sempre qualcosa, ma non escluderei che sia io a proiettare sulla città un sentimento personale di incertezza e di “cose non concluse”. Non mi sento ancora a mio agio qui, e non ho ancora ben capito perchè.

In fondo non si percepisce mai la realtà per come realmente è, ammesso poi che esista UNA realtà, ma si proiettano all’esterno schemi percettivi, idee ed emozioni preconcette, derivate dalle nostre precedenti esperienze. Così mi prometto di rivedere questa descrizione della mia città ospite e mi concedo di cambiare idea nel corso della mia permanenza qui.

Ogni città possiede un suo spirito, un carattere, qualità e difetti più o meno nascosti. Si tratta del sovrapporsi delle storie personali allo scorrere del tempo, dell’intrecciarsi di queste agli eventi storici e all’impronta che lascia questa unione di vite singole ed eventi collettivi nell’ambiente circostante. Si capisce che qui la gente ha avuto una vita difficile, fino a non molto tempo fa. Le persone della mia età hanno vissuto la propria adolescenza e gioventù in una Mosca e una Russia del tutto diverse e credo che questo in qualche modo si percepisca.

E’ un posto che guarda avanti, a volte corre freneticamente persino, per liberarsi del passato, dal quale però allo stesso tempo non può e non vuole separarsi completamente, per orgoglio e testardaggine.

Di Mosca adoro il freddo secco e rigido dell’inverno, la bellezza eterea e curata delle giovani russe, il rispetto del vivere in società. Sui mezzi pubblici alle persone anziane, con figli o incinta vengono lasciati i posti a sedere e spesso mi è capitato di osservare atti di gentilezza e senso civico anche in altri contesti della vita sociale russa. Non sono tutti super gentili, anzi, ma non posso dire che manchino di correttezza e attenzione verso gli altri.

Posso confermare, almeno in parte, lo stereotipo del russo emotivamente freddo, ma lo considero un elemento che va di pari passo con la storia e il clima del paese. Non mostrare i propri sentimenti, rimanere impassibili in superficie e controllati nelle reazioni è una specie di sottoprodotto della strategia di sopravvivenza nei climi estremi, a mio parere. E andando oltre la superficie, si capisce che c’è molto da scoprire, nei russi. Mi sembrano persone semplici, quadrate, anche troppo a volte, ma che non hanno meccanismi complessi ed elaborati di interagire. Sono meno machiavelliani nei loro comportamenti di noi italiani e molto più diretti. 

Il fatto è che i Russi sono molto strani: a volte molto prevedibili e tutti uguali, altre assolutamente fuori da ogni schema e originali, ai limiti del ridicolo, devo ammettere. Lo si capisce dal panorama variegato di individui che frequentano la metropolitana, fatevi un giro su google, digitate “Moscow metro strange people” e lo scoprirete!

Tornando al clima, amo la neve, che nelle giornate particolarmente ventose non sembra voler scendere a terra, rimane come sospesa, volteggia e turbina nell’aria in vortici confusi per poi depositarsi lieve come una carezza sulle cose. Poi c’è la parte meno glamour della neve: c’è la melma che si forma per lo sbalzo termico tra giorno e notte, i cumuli marroni di neve e smog che gli instancabili e onnipresenti spalaneve spingono ai lati delle strade e che sporcano la magia candida dell’inverno, ricordandoti che la città non si ferma mai, certo non per un evento banale e comune come una nevicata. O un centinaio di nevicate.

neve mosca

Questo contrasto affascinante-odioso del clima russo va di pari passo con il contrasto efficienza-inefficienza della società.

Mosca è efficiente. Dalla puntualità di bus e tram dipende letteralmente 😆 la vita della gente, chè a -20 gradi centigradi anche cinque minuti di esposizione alle intemperie per una freddolosa come me significano rischiare l’assideramento! 😉  Dunque il sistema di trasporti funziona in maniera egregia, non ho mai aspettato più di 5 minuti per un bus, molto meno per la metro. Con gli enormi problemi di traffico che ti puoi immaginare in una metropoli di quasi 20 milioni di abitanti, la metro è la soluzione più conveniente per gli spostamenti, a meno che tu non abbia un passeggino o una sedia a rotelle. Diciamo che la riduzione delle barriere architettoniche non sembra essere una priorità, al momento. A parte questo, la metro è meravigliosa, alcune stazioni sono monumentali, 44 delle 200 fermate sono infatti considerate patrimonio culturale e ogni anno ne aprono di nuove. Il bagno di folla degli orari di maggior affluenza può non essere piacevole però, per usare un eufemismo. Specialmente d’estate (a buon intenditor, poche parole).  :mrgreen: 

A questa efficienza dei trasporti si contrappone la burocrazia, ossia l’emblema per eccellenza dell’inefficienza codificata come logica e razionale. Secondo me si tratta del prodotto di una specie di sfiducia istituzionalizzata nei confronti dei rapporti fra individui ed organizzazioni, che impone una serie di passaggi di fogli firmati e controfirmati, vidimati e protocollati per la gestione anche di una semplice transazione commerciale. Come quando sono andata a comprare due attrezzi ginnici, per la consegna a casa dei quali mi hanno fatto firmare un mucchio di fogli spesso quanto una tesi di laurea. mercatini mosca

Adoro i mercatini rionali, i venditori di frutta e verdura che compaiono qua e là per le strade e l’altro giorno mi ha fatto una tenerezza immensa una signora che vendeva un misero mazzetto di margherite. Mosca è anche questo: un’estrema povertà accanto ad un’estrema ricchezza. Mentre molti russi si arricchiscono ed esibiscono le loro auto di lusso e i figli che sanno suonare il pianoforte, parlano inglese e studiano nelle migliori scuole, altri non riescono a sbarcare il lunario con le loro pensioni da fame oppure un salario ridicolo rispetto al costo della vita.

Come ho scritto nell’intervista della mia amica Caterina del Blog “What’shappeningCate?”, una cosa che trovo bizzarra del popolo moscovita è la fissazione con le scarpe pulite. In un posto in cui nevica, piove, e in generale le strade sono tutto tranne che passerelle di alta moda per la maggior parte dell’anno, la gente riesce ad avere sempre scarpe pulite. Alcune persone si portano il cambio di scarpe in ufficio, mentre ho visto altri, donne e uomini, usare salviette umidificate per pulirsi le scarpe dopo essere saliti sui mezzi pubblici. Lo trovo buffo e affascinante al tempo stesso.parco mosca

La cosa di Mosca che mi ha positivamente stupito è il numero e le dimensioni dei parchi cittadini. I parchi qui non sono giardinetti, sono veri e propri boschi dentro la città, con tanto di laghetti, ruscelli, prati sconfinati e zone intricate di alberi, da perdersi quasi. E poi ci sono ristoranti, noleggio biciclette, pattini e monopattini, aree per skateboard d’estate e per sciare o andare in slittino d’inverno.

E’ come se qui esistesse il teletrasporto: prima sei su una strada urbana trafficata e caotica, a tre corsie per senso di marcia, poi in un batter d’occhio sei nel parco, in una dimensione parallela, di silenzi, uccellini che cinguettano e scoiattoli. Questa è forse la cosa che più mi attira di Mosca, il fatto che sia una città molto “verde”. Mi rende sopportabile il vivere in una metropoli, io che preferirei vivere in un paesino di campagna, con galline e conigli come vicini di casa.20160508_123106

A me piace Mosca. Però non posso dire che sia facile viverci. In primo luogo per via della lingua: il russo è difficile e non molti parlano inglese. Dopo più di un anno di studio, ho acquisito un “russo di sopravvivenza”, nel senso che riesco a portare a termine alcuni semplici compiti della vita quotidiana, ma non riesco a fare un discorso completo e ancora non capisco molte delle cose che mi vengono dette nei negozi o per la strada. Pazienza, alla fine mi basta dire che non sono russa e che parlo poco la lingua, e tutto si aggiusta.  😉 

Meno male che ho anche chi mi aiuta nelle cose che mi sono precluse, come telefonare per fissare un appuntamento con l’idraulico, o andare a fare la tessera per la palestra o portare un computer a riparare. Devo ringraziare gli amici che ho conosciuto qui (voi sapete chi siete! <3) per tutto il sostegno e l’aiuto. Senza l’aiuto degli altri nella vita non si fa niente, e anche se non mi piace ammetterlo, non si può mai essere completamente indipendenti e autonomi. Mosca non è approcciabile, amichevole e un posto semplice in cui vivere, è certamente una sfida essere qui, ma ci sono anche tante cose interessanti, attività da fare.

Come ti dicevo, qui si possono praticare sport di ogni tipo, in inverno ed estate, e poi ci sono innumerevoli teatri, spettacoli culturali e concerti, posti per incontrarsi per tutte le tasche, come i caffè dove si paga per quanto tempo ci si sta, posti che somigliano più a case private con TV, giochi da tavolo, angolo tè e caffè e un sacco di stanze dove poter studiare, chiacchierare o semplicemente leggere un libro nei pomeriggi rigidi d’inverno. Sono tanti i festival e le celebrazioni, anche perchè tante sono le provenienze etniche che compongono il mosaico dell’immenso territorio su cui si estende la Russia. Non è raro, com’è successo a me ieri, trovare banchettini, decorati e pronti a venderti cibo, ammennicoli e oggettistica varia nelle piazzette, nei giardini e agli angoli delle strade di Mosca. 

E poi alla fine ogni occasione è buona per festeggiare, mangiare, bere, regalarsi fiori e cioccolatini. I Russi amano la convivialità, mangiano a qualsiasi ora, e dunque da quanto ho capito bevono anche a qualsiasi ora.  😉 Anche se la mia insegnante di russo dice che il fatto che i russi bevano molto è solo una leggenda. Non so, ancora non posso dire la mia su questo. Diciamo che attendo di fare ulteriori esperienze prima di formarmi un’opinione. 

  mosca natura

Credo di averti dato un’idea di cosa significa per me vivere in questa città. Come puoi immaginare, avrei tante altre sfumature ed angolature dalle quali guardare alla gente e all’ambiente che mi circonda, ed avrò modo sicuramente di parlare ancora di Mosca in futuro. Se quello che ho condiviso oggi ti suscita delle curiosità o qualche domanda, scrivimi nei commenti o via email!

By | 2018-03-27T17:08:03+00:00 20 giugno 2016|Riflessioni|2 Comments